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Anno scolastico in Spagna trimestre, semestre o anno in una scuola spagnola

Un trimestre, un semestre o un anno intero in una scuola superiore spagnola, in famiglia o in collegio. Lo spagnolo imparato sul serio, in un paese vicino e accogliente. Dai 14 ai 18 anni.

14–18 anni

Trimestre, semestre o anno

In famiglia, Boarding School

Da 11.000 €

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Vicina, ma è un altro paese

La Spagna è spesso la scelta delle famiglie che affrontano la prima esperienza di studio all’estero e vogliono che sia un passo importante, ma non un salto nel vuoto. È un paese vicino — un paio d’ore di volo, nessun fuso orario, una cultura mediterranea che ha molto in comune con la nostra. Per un genitore che lascia partire il figlio, sapere che la Spagna è così vicina e così familiare nei modi conta. E conta anche sapere che, pur essendo vicina, è davvero un altro paese, con una sua lingua e una sua scuola.

Dal capire al parlare davvero

Diciamo subito la cosa che molte famiglie pensano: “lo spagnolo è facile per un italiano, lo imparerebbe comunque”. È vero solo a metà, e vale la pena chiarirlo. La somiglianza tra le due lingue è un vantaggio reale per l’inserimento: nelle prime settimane uno studente italiano in Spagna soffre meno di chi parte per la Germania o per la Francia. Ma “capire” lo spagnolo non è “parlarlo”: chi non lo studia in modo serio rischia di fermarsi a un “italo-spagnolo” approssimativo, pieno di parole che si assomigliano ma non significano la stessa cosa. Un anno di scuola vera, in spagnolo, è ciò che porta dal capire al parlare davvero — e lo spagnolo è una delle lingue più diffuse al mondo, parlata in gran parte delle Americhe oltre che in Spagna.

Il calore, e la vita per strada

Poi c’è il carattere del paese, ed è forse il motivo per cui la Spagna mette d’accordo ragazzi e genitori. È un paese caloroso, dove la vita si fa per strada, dove un adolescente straniero viene incluso con naturalezza. L’adattamento è più morbido che altrove, e questo non significa che l’esperienza valga meno: significa che la fatica si concentra dove deve, cioè sulla scuola e sull’autonomia, e non sull’ostilità di un ambiente difficile.

Arrivi all’università già pronto

Intorno alla scuola c’è una Spagna che cambia faccia a ogni regione: il Mediterraneo della Catalogna e di Valencia, l’Andalusia con il suo sud profondo, l’Atlantico verde del nord, l’altopiano di Madrid. Un ragazzo che fa un anno qui torna con uno spagnolo che funziona sul serio, con un modo più aperto di stare con gli altri e con la sicurezza di chi ha imparato a vivere da solo in un paese che, all’inizio, conosceva solo da turista.

Come funziona la scuola superiore in Spagna

La scuola superiore spagnola assomiglia a quella italiana nell’impianto, ma ha le sue tappe, la sua scala di voti e una particolarità importante: in alcune regioni accanto allo spagnolo si studia e si parla anche una seconda lingua ufficiale. Ecco le cose principali da sapere.

ESO, Bachillerato e dove si inserisce uno studente italiano

Dopo la scuola primaria, in Spagna il percorso prosegue con la ESO — la “Educación Secundaria Obligatoria”, quattro anni di scuola dell’obbligo — seguita dal Bachillerato, due anni a indirizzo che preparano all’università. Uno studente italiano in scambio viene di norma inserito nell’ultimo anno della ESO oppure nel primo anno di Bachillerato, in base all’età e al percorso fatto in Italia. Si evita di solito l’ultimo anno di Bachillerato, perché è l’anno che porta all’esame di accesso all’università spagnola: non avrebbe senso per uno studente in scambio. La collocazione la propone il referente locale e la decidiamo insieme prima della partenza.

Come funzionano le materie

Nella ESO si studia un ventaglio ampio di materie, in larga parte comuni a tutti, un po’ come nel biennio italiano. Con il Bachillerato arriva la scelta dell’indirizzo: scienze, scienze sociali, umanistico, artistico. A seconda dell’indirizzo cambiano le materie caratterizzanti, mentre alcune restano comuni — tra cui lo spagnolo, una lingua straniera, l’educazione fisica. Per un ragazzo italiano l’impianto è riconoscibile, con un margine di scelta in più negli ultimi due anni.

I voti spagnoli

In Spagna si valuta da 0 a 10, e la sufficienza è 5 — una scala vicina alla nostra, quindi facile da leggere per una famiglia italiana. I voti hanno anche un nome: “aprobado” per la sufficienza, poi “bien”, “notable” e “sobresaliente” per i risultati migliori, “suspenso” per l’insufficienza. Il voto di ogni materia si costruisce lungo i tre trimestri, tra prove scritte, interrogazioni e lavori. Per chi parte per un trimestre o un semestre conta l’esperienza dell’anno e la valutazione di classe, non un titolo finale spagnolo.

La giornata di scuola e la vita fuori dalle lezioni

L’orario scolastico in Spagna varia da regione a regione: in molte zone le lezioni si concentrano nella mattinata, in altre la giornata è divisa con un rientro nel pomeriggio. Una cosa è comune ovunque: il pranzo è un momento importante e si fa tardi rispetto alle abitudini italiane, così come la cena. Lo sport, come in gran parte d’Europa continentale, vive soprattutto fuori dalla scuola: l’educazione fisica è una materia, mentre lo sport agonistico si pratica nei club del territorio. Chi vuole continuare il suo sport durante l’anno lo fa iscrivendosi a una società locale, e lo aiutiamo a orientarsi.

Il calendario scolastico e le vacanze

L’anno scolastico spagnolo va da metà settembre a fine giugno ed è organizzato in tre trimestri. Le pause principali sono le vacanze di Natale, la “Semana Santa” — la settimana di Pasqua — e una serie di festività che cambiano da regione a regione, perché ogni comunità autonoma ha il suo calendario. Chi parte per un trimestre sceglie di norma il blocco settembre-dicembre; per un semestre si può scegliere settembre-febbraio oppure febbraio-giugno. Le date precise dipendono dalla regione della scuola assegnata e le confermiamo in fase di consulenza.

Durata dei programmi e partenze

Anno

Settembre–giugno

Da settembre a giugno, la stessa scuola e lo stesso ambiente per tutto l’anno. Tutti e tre i trimestri spagnoli, il tempo per arrivare a uno spagnolo solido, quello di chi in quella lingua ci ha studiato e vissuto. L’esperienza piena, niente di meno.

Semestre

Settembre–febbraio · Febbraio–giugno

Cinque o sei mesi, la durata che sceglie la maggior parte degli studenti italiani. Il tempo per legare con i compagni e per passare dallo spagnolo che si capisce allo spagnolo che si parla davvero, senza le scorciatoie dell’italiano.

Trimestre

Settembre–dicembre

Da settembre a Natale, il primo trimestre spagnolo al completo. Il tempo per entrare in una classe, prendere il ritmo della giornata spagnola e fare il primo salto con la lingua, senza staccarsi a lungo dal percorso italiano.

Date indicative, possono variare in base al calendario scolastico o al programma scelto.

Investimento

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Costo del programma, pagato alla scuola. Consulenza Empowering Students a parte.

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Trasparenza

Cosa comprende e come si paga

La quota comprende

Sempre incluso

  • Iscrizione e frequenza a scuola
  • Orientamento pre-partenza (studente + famiglia)
  • Coordinatore locale nel Paese ospitante
  • Referente italiano dedicato prima, durante e dopo
  • Supporto al riconoscimento dell’anno in Italia

Solo Exchange · Classic e VIP

  • Volo e assicurazione (programmi in USA e Canada)
  • Abbinamento con famiglia ospitante volontaria

Solo Select · Famiglia e Boarding

  • Selezione e iscrizione alla scuola scelta (e abbinamento con la famiglia, nel Select in Famiglia)
  • Dettagli in aggiornamento dalla nuova brochure Select
La quota non comprende
  • Volo a/r e transfer da/per l’aeroporto (se non incluso)
  • Spese personali, materiale scolastico, uniforme, gite
  • Tasse SEVIS e diritti consolari del visto
  • Test linguistici, traduzioni e legalizzazioni
  • Quota Doppio Diploma e corsi integrativi (se scelti)
Condizioni di pagamento

Exchange · Classic e VIP

  • Iscrizione 500€ + IVA
  • Acconto 1.500€ + IVA all’accettazione dell’application
  • 50% del pacchetto entro il 30 gennaio · saldo entro il 30 aprile
  • Con bando ITACA: +500€ semestre / +1.000€ anno

Select · Famiglia e Boarding

  • Il costo del programma si paga direttamente alla scuola (la cifra “da €…” indicata nella card)
  • Consulenza Empowering Students: 500€ assessment + 1.500€ all’accettazione dell’application (+IVA)
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L’anno all’estero sostenuto dall’INPS

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Requisiti per studiare all’estero

Età

Per un anno o semestre scolastico servono tra i 14 e i 18 anni al momento della partenza. Alcuni programmi accettano anche studenti di 13 anni per il semestre.

Inglese

Serve un livello almeno intermedio (B1). Non devi essere bilingue — la maggior parte degli studenti migliora in modo significativo già nei primi mesi. Alcune scuole richiedono un test d’ingresso (ELTIS, TOEFL o equivalente).

Visto

Il tipo di visto dipende dal paese di destinazione. Ti guidiamo noi nella procedura — dalla documentazione alla prenotazione dell’appuntamento in ambasciata.

Pagella

Le scuole richiedono una media scolastica sufficiente (in genere almeno il 6 in tutte le materie) e l’assenza di debiti formativi. Alcune boarding school chiedono requisiti più alti.

Domande frequenti

Domande frequenti sull’anno scolastico in Spagna

Quanto costa un trimestre, un semestre o un anno in Spagna?

Dipende dalla durata, dalla regione e dalla formula di alloggio. In famiglia, con scuola pubblica, un trimestre parte da circa 6.300€, un semestre da circa 10.700€, un anno intero da circa 18.000€. In collegio i costi salgono: indicativamente un trimestre da circa 11.000€, un semestre da circa 19.000€, un anno dai 33.000€ in su. Il prezzo comprende la scuola, il vitto e l’alloggio, l’assistenza del referente locale e la nostra consulenza. Non comprende il viaggio, l’assicurazione e le spese personali. La Spagna, grazie anche alla vicinanza che tiene basso il costo del viaggio, è una delle destinazioni più accessibili che proponiamo. I costi esatti li definiamo durante la consulenza gratuita, dopo aver individuato la scuola, la regione e la formula più adatte a tuo figlio o tua figlia.

Che livello di spagnolo serve per partire?

Aiuta avere una base, anche leggera: un A2, o anche meno se lo studente ha orecchio per le lingue. Lo spagnolo è vicino all’italiano, quindi il punto di partenza pesa meno che per altre destinazioni. Quello che serve davvero è la disponibilità a metterci la faccia fin dalle prime settimane, senza rifugiarsi nell’italiano. L’immersione fa il resto, e in Spagna lo fa in fretta: molti studenti raccontano che già dopo un mese seguono le lezioni senza fatica. Se la base di partenza è praticamente nulla, lo valutiamo insieme e ti diciamo con franchezza come prepararsi.

Se lo spagnolo è così simile all’italiano, un anno intero serve davvero?

È una domanda onesta e merita una risposta onesta. La somiglianza tra le due lingue è un vantaggio per l’inserimento, e va detto: uno studente italiano in Spagna parte avvantaggiato. Ma quella stessa somiglianza nasconde una trappola. Capire lo spagnolo è facile; parlarlo bene non lo è affatto. Chi non lo studia in modo serio rischia di accontentarsi di un “italo-spagnolo” fatto di parole storpiate e di “falsi amici” — parole che suonano uguali ma vogliono dire altro. Un anno di scuola vera, vissuta interamente in spagnolo, è esattamente ciò che porta dal capire al parlare con proprietà. È la differenza tra cavarsela e padroneggiare la lingua, e si vede tutta al rientro.

E le lingue regionali? In Catalogna si parla catalano?

Sì, ed è un punto da chiarire prima di scegliere la regione. In alcune comunità autonome, accanto allo spagnolo, è ufficiale una seconda lingua: il catalano in Catalogna, nelle Baleari e in parte nella Comunità Valenciana, il basco nei Paesi Baschi, il galiziano in Galizia. In quelle regioni una parte delle lezioni scolastiche si svolge nella lingua locale. Non è necessariamente un problema — molti ragazzi trovano stimolante imparare anche il catalano — ma è giusto saperlo in anticipo. Se l’obiettivo della famiglia è un’immersione “pulita” nel solo spagnolo, orientiamo la scelta su Madrid, l’Andalusia o le regioni dove si parla soltanto castigliano. Ne parliamo apertamente in fase di consulenza.

Meglio la famiglia ospitante o il collegio?

Non c’è una risposta valida per tutti. La famiglia ospitante è la formula più immersiva: lo spagnolo si sente in ogni momento della giornata, e in un paese caloroso come la Spagna la famiglia diventa spesso il ricordo più bello dell’anno; è anche la scelta più contenuta nei costi. Il collegio — il colegio con internado — offre invece un ambiente più strutturato, con giornate scandite e adulti di riferimento sempre presenti; le lezioni e la vita quotidiana restano comunque in spagnolo, quindi l’immersione linguistica non cambia. Conta molto il carattere del ragazzo: chi è più indipendente spesso preferisce la famiglia, chi ha bisogno di ritmi definiti si trova meglio in collegio. In consulenza ragioniamo su questo prima ancora che sui costi.

L’anno in Spagna viene riconosciuto in Italia?

Sì. Per un semestre o un anno di quarta o quinta, tuo figlio rientra in Italia e riprende il suo percorso. Si applica la normativa del Ministero dell’Istruzione (nota 843/2013), che riconosce l’anno di studio all’estero e prevede il reinserimento nella classe successiva dopo un colloquio. Il consiglio di classe italiano resta il riferimento per le modalità pratiche, e conviene parlarne con la scuola di provenienza prima di partire. Ti aiutiamo noi a preparare la documentazione da presentare.

Serve il visto per la Spagna?

No. La Spagna fa parte dell’Unione Europea: uno studente italiano non ha bisogno di alcun visto, qualunque sia la durata del soggiorno. Per viaggiare basta la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. Restano da sistemare l’assicurazione sanitaria e di viaggio e la tessera sanitaria europea, che dà accesso alle cure di base durante il soggiorno: sono procedure semplici e ti guidiamo noi.

Quale regione della Spagna scegliere?

La Spagna cambia molto da regione a regione. Madrid, al centro, è una capitale dinamica dove si parla solo castigliano. L’Andalusia, a sud, ha un carattere caloroso e un sud profondo, anch’essa di solo spagnolo. La Catalogna e Valencia, sul Mediterraneo, sono vivaci e cosmopolite, ma con la presenza del catalano. Il nord — Galizia, Asturie, Paesi Baschi — è una Spagna verde e atlantica, lontana dallo stereotipo. Per un’esperienza di scambio consigliamo spesso le città medie e i centri di provincia, dove l’immersione è più totale e ci sono meno italiani in giro. La regione la scegliamo insieme, tenendo conto anche del discorso sulle lingue locali.

Tre giovani sorridenti sono seduti insieme a studiare, con libri e quaderni in mano. L'immagine promuove il programma "Anni estero" per gli studi all'estero, con un testo in italiano di colore blu e giallo nella parte superiore e a destra dell'immagine. Una ragazza adolescente sorridente con uno zaino in spalla è in piedi davanti a uno scuolabus giallo. Sullo sfondo si vedono altri studenti. Il testo promuove il programma di scambio studentesco “Anni estero” in Italia attraverso le risorse di Template Hub.

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Marzia Di Sisto illustra il programma 4° anno all'estero ad alcuni studenti italiani.

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